Catalogna, una catena umana verso l’indipendenza

CataloniaIsNotSpain

Si scrive Catalogna, si legge indipendenza. Mai come adesso, gli animi e gli entusiasmi del popolo catalano si stanno sempre più concretizzando nell’obiettivo comune del definitivo allontanamento da Madrid. Giorno dopo giorno, si stanno intensificando le azioni a favore di una consultazione popolare sull’indipendenza che la Spagna continua a voler negare, soprattutto per paura di perdere.

Invece di supportare le ragioni del “no” all’indipendenza, Madrid continua a definire “illegale” il referendum programmato per il 2014. Lo scorso 8 maggio, il Tribunale Costituzionale di Spagna aveva sospeso la “dichiarazione di sovranità e del diritto a decidere del popolo di Catalogna”. Così, Madrid continua a negare il supremo diritto di effettuarlo in democrazia. Una negazione di quella sovranità esercitata dal popolo che trova le radici soprattutto nel partito postfranchista del PP (Partido Popular), falcidiato da lotte e scandali interni, ma che si sta trasformando in un boomerang per gli spagnoli. Infatti, è storicamente testato che laddove si neghi la libertà, la ribellione sarà molto più forte e, di conseguenza, il fronte del “sì” continua ad acquistare terreno tra gli indecisi. Secondo gli ultimi sondaggi del Centre d’Estudis d’Opinió, infatti, il 55,6% dei catalani sarebbe a favore di una Catalogna indipendente, mentre i contrari sarebbero soltanto il 23,4%. L’astensione si aggirerebbe intorno al 15,3%, mentre gli indecisi sarebbero il 3,8%; coloro che non hanno risposto l’1,3% e coloro che hanno dato altre risposte lo 0,6%.

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