“I catalani del futuro uniti dalla lingua”. Intervista a Muriel Casals

Muriel Casals Couturier, nata in Francia, è professora di Analisi Economica alla Universitat Autònoma de Barcelona ed attualmente ricopre la carica di Presidente di Òmnium Cultural. Òmnium Cultural è un’associazione fondata nel 1961, che lavora per la promozione della lingua catalana, la cultura e l’identità nazionale della Catalogna ed interviene sulle questioni di attualità che interessano la società catalana. Parliamo con lei del processo aperto in Catalogna con la manifestazione dell’11 settembre a Barcellona sull’indipendenza.

La Catalogna si definisce come nazione; che significa essere nazione senza essere Stato?

E’ un’espressione che abbiamo utilizzato per rappresentare un’anomalia, nel senso che abbiamo la caratteristica dei paesi che hanno un apparato statuale, a cui però manca l’amministrazione propria. Abbiamo insistito sempre nel mettere l’enfasi sul fatto che siamo una nazione senza Stato. Il desiderio di normalità, sotterraneo, c’è sempre stato. In fondo sono secoli che la reazione con lo Stato spagnolo non è felice, ci va stretta,  ma fino allo scorso 11 settembre del 2012 non era mai stato esplicitato così, a maggioranza: vogliamo è essere una nazione con uno Stato. Fino ad allora questo bisogno di stato non veniva manifestato apertamente, forse perché c’era il retropensiero che la Spagna potesse proteggerci, potesse fare le nostre funzioni. Invece la realtà è diversa e adesso è chiaro.

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